Francesco

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  • Roma, 20 nov – Nella maggioranza giallofucsia, già spaccata su ius soli e vertenza ex Ilva, ora è scontro sul cosiddetto salva Stati. Il premier Giuseppe Conte “non ha firmato nulla”, e il vertice che i parlamentari 5 Stelle chiedono non è contro di lui, ma è giusto fare il punto. Il capo politico del M5S Luigi Di Maio interviene con un’intervista in apertura del Corriere della Sera sulla delicata vicenda del Meccanismo di stabilizzazione finanziaria europea: “Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile. Ho chiesto la convocazione del vertice. In Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire“. E dopo le parole del segretario del Pd Nicola Zingaretti che sollecitava a “trovare un’anima”, conferma di vedere un clima positivo, ma invita a non rovinarlo con slogan per l’elettorato. Dopo la legge di Bilancio, spiega Di Maio, nel 2020 avanti su salario minimo, conflitto di interessi e riforma della sanità. Ma sul Mes lo scontro resta aperto. Il Meccanismo, ufficialmente creato per dare assistenza finanziaria ai Paesi della zona euro che si trovano in difficoltà, in realtà potrebbe spingere alla ristrutturazione del debito i Paesi che lo utilizzeranno, Italia compresa. Il meccanismo è stato modificato a giugno dall’Eurogruppo, nel quale siedono i ministri dell’Economia dei Paesi dell’Euro, e la procedura deve essere chiusa entro dicembre.
    Roma, 20 nov – Nella maggioranza giallofucsia, già spaccata su ius soli e vertenza ex Ilva, ora è scontro sul cosiddetto salva Stati. Il premier Giuseppe Conte “non ha firmato nulla”, e il vertice che i parlamentari 5 Stelle chiedono non è contro di lui, ma è giusto fare il punto. Il capo politico del M5S Luigi Di Maio interviene con un’intervista in apertura del Corriere della Sera sulla delicata vicenda del Meccanismo di stabilizzazione finanziaria europea: “Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile. Ho chiesto la convocazione del vertice. In Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire“. E dopo le parole del segretario del Pd Nicola Zingaretti che sollecitava a “trovare un’anima”, conferma di vedere un clima positivo, ma invita a non rovinarlo con slogan per l’elettorato. Dopo la legge di Bilancio, spiega Di Maio, nel 2020 avanti su salario minimo, conflitto di interessi e riforma della sanità. Ma sul Mes lo scontro resta aperto. Il Meccanismo, ufficialmente creato per dare assistenza finanziaria ai Paesi della zona euro che si trovano in difficoltà, in realtà potrebbe spingere alla ristrutturazione del debito i Paesi che lo utilizzeranno, Italia compresa. Il meccanismo è stato modificato a giugno dall’Eurogruppo, nel quale siedono i ministri dell’Economia dei Paesi dell’Euro, e la procedura deve essere chiusa entro dicembre.
    Roma, 20 nov – Nella maggioranza giallofucsia, già spaccata su ius soli e vertenza ex Ilva, ora è scontro sul cosiddetto salva Stati. Il premier Giuseppe Conte “non ha firmato nulla”, e il vertice che i parlamentari 5 Stelle chiedono non è contro di lui, ma è giusto fare il punto. Il capo politico del M5S Luigi Di Maio interviene con un’intervista in apertura del Corriere della Sera sulla delicata vicenda del Meccanismo di stabilizzazione finanziaria europea: “Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile. Ho chiesto la convocazione del vertice. In Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire“. E dopo le parole del segretario del Pd Nicola Zingaretti che sollecitava a “trovare un’anima”, conferma di vedere un clima positivo, ma invita a non rovinarlo con slogan per l’elettorato. Dopo la legge di Bilancio, spiega Di Maio, nel 2020 avanti su salario minimo, conflitto di interessi e riforma della sanità. Ma sul Mes lo scontro resta aperto. Il Meccanismo, ufficialmente creato per dare assistenza finanziaria ai Paesi della zona euro che si trovano in difficoltà, in realtà potrebbe spingere alla ristrutturazione del debito i Paesi che lo utilizzeranno, Italia compresa. Il meccanismo è stato modificato a giugno dall’Eurogruppo, nel quale siedono i ministri dell’Economia dei Paesi dell’Euro, e la procedura deve essere chiusa entro dicembre.
    Roma, 20 nov – Nella maggioranza giallofucsia, già spaccata su ius soli e vertenza ex Ilva, ora è scontro sul cosiddetto salva Stati. Il premier Giuseppe Conte “non ha firmato nulla”, e il vertice che i parlamentari 5 Stelle chiedono non è contro di lui, ma è giusto fare il punto. Il capo politico del M5S Luigi Di Maio interviene con un’intervista in apertura del Corriere della Sera sulla delicata vicenda del Meccanismo di stabilizzazione finanziaria europea: “Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile. Ho chiesto la convocazione del vertice. In Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire“. E dopo le parole del segretario del Pd Nicola Zingaretti che sollecitava a “trovare un’anima”, conferma di vedere un clima positivo, ma invita a non rovinarlo con slogan per l’elettorato. Dopo la legge di Bilancio, spiega Di Maio, nel 2020 avanti su salario minimo, conflitto di interessi e riforma della sanità. Ma sul Mes lo scontro resta aperto. Il Meccanismo, ufficialmente creato per dare assistenza finanziaria ai Paesi della zona euro che si trovano in difficoltà, in realtà potrebbe spingere alla ristrutturazione del debito i Paesi che lo utilizzeranno, Italia compresa. Il meccanismo è stato modificato a giugno dall’Eurogruppo, nel quale siedono i ministri dell’Economia dei Paesi dell’Euro, e la procedura deve essere chiusa entro dicembre.
    Roma, 20 nov – Nella maggioranza giallofucsia, già spaccata su ius soli e vertenza ex Ilva, ora è scontro sul cosiddetto salva Stati. Il premier Giuseppe Conte “non ha firmato nulla”, e il vertice che i parlamentari 5 Stelle chiedono non è contro di lui, ma è giusto fare il punto. Il capo politico del M5S Luigi Di Maio interviene con un’intervista in apertura del Corriere della Sera sulla delicata vicenda del Meccanismo di stabilizzazione finanziaria europea: “Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile. Ho chiesto la convocazione del vertice. In Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire“. E dopo le parole del segretario del Pd Nicola Zingaretti che sollecitava a “trovare un’anima”, conferma di vedere un clima positivo, ma invita a non rovinarlo con slogan per l’elettorato. Dopo la legge di Bilancio, spiega Di Maio, nel 2020 avanti su salario minimo, conflitto di interessi e riforma della sanità. Ma sul Mes lo scontro resta aperto. Il Meccanismo, ufficialmente creato per dare assistenza finanziaria ai Paesi della zona euro che si trovano in difficoltà, in realtà potrebbe spingere alla ristrutturazione del debito i Paesi che lo utilizzeranno, Italia compresa. Il meccanismo è stato modificato a giugno dall’Eurogruppo, nel quale siedono i ministri dell’Economia dei Paesi dell’Euro, e la procedura deve essere chiusa entro dicembre.
    Roma, 20 nov – Nella maggioranza giallofucsia, già spaccata su ius soli e vertenza ex Ilva, ora è scontro sul cosiddetto salva Stati. Il premier Giuseppe Conte “non ha firmato nulla”, e il vertice che i parlamentari 5 Stelle chiedono non è contro di lui, ma è giusto fare il punto. Il capo politico del M5S Luigi Di Maio interviene con un’intervista in apertura del Corriere della Sera sulla delicata vicenda del Meccanismo di stabilizzazione finanziaria europea: “Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile. Ho chiesto la convocazione del vertice. In Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire“. E dopo le parole del segretario del Pd Nicola Zingaretti che sollecitava a “trovare un’anima”, conferma di vedere un clima positivo, ma invita a non rovinarlo con slogan per l’elettorato. Dopo la legge di Bilancio, spiega Di Maio, nel 2020 avanti su salario minimo, conflitto di interessi e riforma della sanità. Ma sul Mes lo scontro resta aperto. Il Meccanismo, ufficialmente creato per dare assistenza finanziaria ai Paesi della zona euro che si trovano in difficoltà, in realtà potrebbe spingere alla ristrutturazione del debito i Paesi che lo utilizzeranno, Italia compresa. Il meccanismo è stato modificato a giugno dall’Eurogruppo, nel quale siedono i ministri dell’Economia dei Paesi dell’Euro, e la procedura deve essere chiusa entro dicembre.View attachment 37View attachment 37View attachment 37
    Roma, 20 nov – Nella maggioranza giallofucsia, già spaccata su ius soli e vertenza ex Ilva, ora è scontro sul cosiddetto salva Stati. Il premier Giuseppe Conte “non ha firmato nulla”, e il vertice che i parlamentari 5 Stelle chiedono non è contro di lui, ma è giusto fare il punto. Il capo politico del M5S Luigi Di Maio interviene con un’intervista in apertura del Corriere della Sera sulla delicata vicenda del Meccanismo di stabilizzazione finanziaria europea: “Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile. Ho chiesto la convocazione del vertice. In Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire“. E dopo le parole del segretario del Pd Nicola Zingaretti che sollecitava a “trovare un’anima”, conferma di vedere un clima positivo, ma invita a non rovinarlo con slogan per l’elettorato. Dopo la legge di Bilancio, spiega Di Maio, nel 2020 avanti su salario minimo, conflitto di interessi e riforma della sanità. Ma sul Mes lo scontro resta aperto. Il Meccanismo, ufficialmente creato per dare assistenza finanziaria ai Paesi della zona euro che si trovano in difficoltà, in realtà potrebbe spingere alla ristrutturazione del debito i Paesi che lo utilizzeranno, Italia compresa. Il meccanismo è stato modificato a giugno dall’Eurogruppo, nel quale siedono i ministri dell’Economia dei Paesi dell’Euro, e la procedura deve essere chiusa entro dicembre.View attachment 37View attachment 37View attachment 37View attachment 37
    Roma, 20 nov – Nella maggioranza giallofucsia, già spaccata su ius soli e vertenza ex Ilva, ora è scontro sul cosiddetto salva Stati. Il premier Giuseppe Conte “non ha firmato nulla”, e il vertice che i parlamentari 5 Stelle chiedono non è contro di lui, ma è giusto fare il punto. Il capo politico del M5S Luigi Di Maio interviene con un’intervista in apertura del Corriere della Sera sulla delicata vicenda del Meccanismo di stabilizzazione finanziaria europea: “Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile. Ho chiesto la convocazione del vertice. In Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire“. E dopo le parole del segretario del Pd Nicola Zingaretti che sollecitava a “trovare un’anima”, conferma di vedere un clima positivo, ma invita a non rovinarlo con slogan per l’elettorato. Dopo la legge di Bilancio, spiega Di Maio, nel 2020 avanti su salario minimo, conflitto di interessi e riforma della sanità. Ma sul Mes lo scontro resta aperto. Il Meccanismo, ufficialmente creato per dare assistenza finanziaria ai Paesi della zona euro che si trovano in difficoltà, in realtà potrebbe spingere alla ristrutturazione del debito i Paesi che lo utilizzeranno, Italia compresa. Il meccanismo è stato modificato a giugno dall’Eurogruppo, nel quale siedono i ministri dell’Economia dei Paesi dell’Euro, e la procedura deve essere chiusa entro dicembre.View attachment 37View attachment 37View attachment 37
    Roma, 20 nov – Nella maggioranza giallofucsia, già spaccata su ius soli e vertenza ex Ilva, ora è scontro sul cosiddetto salva Stati. Il premier Giuseppe Conte “non ha firmato nulla”, e il vertice che i parlamentari 5 Stelle chiedono non è contro di lui, ma è giusto fare il punto. Il capo politico del M5S Luigi Di Maio interviene con un’intervista in apertura del Corriere della Sera sulla delicata vicenda del Meccanismo di stabilizzazione finanziaria europea: “Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile. Ho chiesto la convocazione del vertice. In Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire“. E dopo le parole del segretario del Pd Nicola Zingaretti che sollecitava a “trovare un’anima”, conferma di vedere un clima positivo, ma invita a non rovinarlo con slogan per l’elettorato. Dopo la legge di Bilancio, spiega Di Maio, nel 2020 avanti su salario minimo, conflitto di interessi e riforma della sanità. Ma sul Mes lo scontro resta aperto. Il Meccanismo, ufficialmente creato per dare assistenza finanziaria ai Paesi della zona euro che si trovano in difficoltà, in realtà potrebbe spingere alla ristrutturazione del debito i Paesi che lo utilizzeranno, Italia compresa. Il meccanismo è stato modificato a giugno dall’Eurogruppo, nel quale siedono i ministri dell’Economia dei Paesi dell’Euro, e la procedura deve essere chiusa entro dicembre.View attachment 37View attachment 37View attachment 37View attachment 37View attachment 37View attachment 37
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